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Come tutte le mie commedie, “U TABUTARU” è un’ulteriore prova di ciò che può e deve essere il teatro immediato, che si rivolge ad un pubblico eterogeneo, senza sofismi e senza locuzioni cervellotiche o bizantinismi gratuiti e retorici, lontano dal tracotante e compiaciuto intellettualismo fuori maniera.
Ancora una volta, tra il serio e il faceto, il comico ed il drammatico, il grottesco e il patetico, lancio il mio messaggio di bonaria, indulgente critica ai pregiudizi, assurde paratie che, oggi come non mai, si ergono tra le varie realtà sociali ed approdano ad una mortificante, quanto sterile, incivile discriminazione, che offende la dignità umana nella sua più intima essenza. E ciò non è giusto, non è morale, non è cristiano.
L’orgoglio, falso ed ipocrita, annulla la nostra coscienza, umilia la nostra dignità e ci rende simili alle bestie. Specie quando è il “dio” denaro che elimina ogni distanza e cheta ogni rancore. Ed è ciò che capita in questa commedia.
Questa opera teatrale dunque, vi farà ridere, commuovere, ma soprattutto riflettere.
Lucio Galfano |