Docenti: Berta Ceglie & Giampaolo Romania
Il laboratorio in atto ha come titolo "Ti cuntu - Armonizzazione del corpo in movimento, dal Metodo alla Pratica". Il titolo mette insieme sia un'espressione tipica della tradizione orle siciliana che il metodo Stanislavskij. Il metodo, universalmente considerato la base di ogni atto recitativo, viene integrato al nostro repertorio culturale. Il risultato è la messa in scena di un testo del patrimonio locale, elaborato dai partecipanti al corso. Il piano di lavoro è partito dalle tecniche di rilassamento: imparare a lasciare libera la mente, a respirare per ossigenare i muscoli e allontanare le tensioni. Questo permette di armonizzare ogni parte del corpo che si dispone ad entrare in sinergia con il gruppo superando le proprie inibizioni. E' più facile riconoscere la qualità di un movimento, rendere una persona cosciente di quanto accade nel corpo rispetto ad un approccio psichico. La persona matura e capace di “rompere” con l’esperienza precedente. Riesce a portare avanti nella concreta situazione presente solo quelle parti che sono necessarie. Ciò al fine di ottenere una soluzione vantaggiosa di problemi temporanei. Si gode anche di un più grande potere di recupero. L’associazione di una buona postura con l’equilibrio, cioè con la tranquillità mentale ed emotiva, è un eccellente criterio per valutare se una posizione è buona. Non sono compatibili con una buona postura né un’eccessiva tensione muscolare né una forte intensità emotiva, i movimenti corporei (bruschi o dolci) generano uno stato psichico (di ansia o di equilibrio). Ma agendo sulle parti significative del corpo, come gli occhi, il collo, la respirazione o il bacino, è facile procurare immediatamente cambiamenti di umore sebbene superficiali. La capacità di muoversi è importante per la stima di sé, il movimento è alla base della consapevolezza. Comprende tutti i cambiamenti temporali e spaziali nello stato e nelle configurazioni del corpo e delle sue parti, quelli implicati nel respirare, mangiare, parlare, nella circolazione del sangue e nella digestione. La sensazione, è la risposta che una qualità materiale esterna o interna al corpo stimola nelle apposite parti specializzate, i sensi. I sensi sono: esterni e interni. Così come nel sentimento, ci sono sentimenti leggibili e intelligibili. L’amore, l’odio, la paura, l’ira, l’ansia sono alcuni di questi sentimenti o emozioni. Per percepire, vedere, ascoltare o toccare dobbiamo essere interessati, spaventati e quindi è necessario muoversi, sentire e pensare. L’imitazione e la rappresentazione di tutto questo sotto forma di gioco, ci riporta a quella creatività che abbiamo lasciato dormire. Riprodurre i suoni, le cantilene e i ritmi, riappropriarci dello spazio, essere grandi per restare bambini. Lo svolgimento del laboratorio è volutamente pratico più che teorico. Il laboratorio è stato aperto a tutti: attori, professionisti e non, insegnanti, studenti. Quindi c’è apertura nei confronti di chi ha voglia di scoprire e scoprirsi attraverso la semplicità del gioco. Strumento indispensabile per ripercorrere e riappropriarsi dei suoni e delle radici del territorio. Un mezzo per riassaporare in maniera diversa lo straordinario patrimonio che abbiamo ereditato. Per raggiungere questo obbiettivo, il percorso del laboratorio, fino ad arrivare al saggio rappresentativo sarà questo: tecnica di rilassamento, armonizzazione del corpo, la disinibizione, l’auteducazione, postura ed equilibrio, movimento – sensazione – sentimento – pensiero, allenamento sulla voce – sul ritmo e sullo spazio. Forme e volumi del corpo-psiche.
le foto:
Insegnanti e partecipanti
     
Berta Ceglie
curriculum vitae
Giampaolo Romania
curriculum vitae
 
Giampaolo Gattinella Salvatrice Pantano Alex Uccello Michele Ricupero
Salvo Gattinella Jessica Bondì Chiara Buccheri Viviana Smiriglio
Chiara Sipala Paolo Sipala
foto dell'ultima attività
 
   
   
 
Saggio Finale
Raramente si torna indietro per tuffarsi nel suono dell’infanzia, difficilmente a freddo rammentiamo le cantilene i racconti, le nenie, le filastrocche. Se l’odore della crema messa a raffreddare ci sorprende e non capiamo il motivo, se riconosciamo la domenica dall’odore intenso di sugo che esce dalle case è perché la nostra memoria olfattiva è sempre presente. Un saggio di laboratorio non è come la rappresentazione di un testo teatrale, è il sunto di un percorso dentro la memoria. Siamo partiti da una filastrocca che abbiamo imparato da una bambina di cinque anni che ha la fortuna di avere una nonna che è un patrimonio di ricordi, grazie a lei, perché non vuole che si perda la nostra tradizione orale, abbiamo imparato e ricordato parte della nostra infanzia. Ma il ricordare non era sufficiente, dovevamo, per noi stessi, ritornare in quei luoghi e non fantasticando semplicemente ma, ritrovando quei bambini di allora, abbiamo aperto il cuore di quel bambino che ha sonnecchiato da anni e che ora sorride felice. Abbiamo fatto un percorso introspettivo dei personaggi della filastrocca, abbiamo costruito individualmente la loro storia personale, e attraverso tutto questo si è improvvisamente aperto il fiume della memoria. Siamo partiti da quello che ci sta condizionando la vita, lo stress, per fermarci lasciandoci prendere per mano dal bambino che dentro di noi ha voglia di riprendere a giocare. Questo è il nostro percorso.
P.S. Quando ritorni nel tuo mondo porta con te le preziosità di questi ricordi e soprattutto rispetta la natura e gli animali, loro come vedi richiedono solo questo ma in cambio, ti danno tutto quel mondo fiabesco che tu hai vissuto.
LA FILASTROCCA
Pepè, pepè, pepè,
rapi a porta e viri cu c’è, c’è ‘na veccia senza janchi,
l’havi fatti ri cuttuni, e ciamamu a lu Baruni.
Lu Baruni ha ‘gghiutu a missa, e ciamamu a la Cuntissa.
La Cuntissa frii l'ova e ciamamu a San Nicola.
San Nicola scaccia i nuciddi, e ciamamu e picciriddi.
I picciriddi anu fami, e ciamamu e mulinari.
I mulinari nunn’hanu farina, e ciamamu a la Jaddina.
La Jaddina furria furria, fici n’ouvo quanto a tia,
e lu fici caddusu caddusu, e si lu mancia stu gran Carusu.